Villa Gorgo 12.6.2004

BILLOWS ’85

La storia ha inizio nel  1963,  quando gli allora diciassettenni  Silvano  e  Luciano  (chitarrista e bassista che tuttora fanno parte del gruppo) si incontrano e decidono di dare corpo al loro desiderio di musica formando, assieme ad altri ragazzi, una orchestrina per suonare le canzoni più in voga del momento; dopo le prime esibizioni emerge la necessità di scegliersi un nome inusuale per evitare possibili omonimie con altri gruppi più o meno noti. E’ così che nel 1965 vedono la luce i Billows, dal termine inglese che indica le grandi onde oceaniche sulle quali si pratica il surf.

I Billows, alternando alcuni elementi, rimangono attivi per tutti i “mitici” anni ‘60, suonando un po’ dappertutto e, in particolare, animando per quattro anni consecutivi i trattenimenti danzanti della Società Ginnastica Triestina. Nell’estate del 1968 hanno la soddisfazione di vincere le fasi eliminatorie del Triveneto di un concorso indetto dalla Philips; alla finale, svoltasi nel famoso Teatro Ariston di San Remo, si classificano secondi tra gruppi provenienti da tutta Italia.

Nel 1970 i Billows si sciolgono ed i componenti prendono strade diverse, tutti con il comune intento di dedicarsi ai valori fondamentali della vita, la famiglia e il lavoro. Nei due fondatori, che non si perdono mai di vista, la passione per la musica è però sempre latente ed aspetta solo l’occasione giusta per riprendere vigore.

Questa si concretizza per iniziativa di Roberto, già fan del gruppo negli anni ’60, che lancia l’idea di riformare la band e ricominciare a suonare. Nel 1985, con l’ingresso di tre nuovi componenti, i Billows risorgono dalle proprie ceneri e la scelta – certamente nostalgica – è quella di conservare il nome originario aggiungendovi il numero ’85 (significativo ma ibrido, perché abitualmente detto in italiano e non in inglese).

Pur restando l’attività musicale solo un divertimento riservato al tempo libero, il gruppo riprende così ad animare sagre e feste di piazza con un repertorio basato prevalentemente sulle canzoni degli anni ’60, ma senza trascurare nessuno dei ritmi – vecchi e nuovi – richiesti dagli appassionati del ballo. Vanno ricordate, a titolo di esempio: la partecipazione assieme a Lorenzo Pilat alla “Sagra della sardela” negli anni 1987 e 1988 (all’epoca si svolgeva sulle Rive, tra la Pescheria ed il Magazzino vini); la presenza a tutte le edizioni dei “60 RUGGENTI” dal 1990 al 2004; il sodalizio con l’Associazione “Servola Insieme” per tutte le iniziative di carattere musicale; le collaborazioni – che durano tuttora – con la Compagnia del Carnevale Muggesano dei “Mandrioi” e con il prestigioso “Palio dei Rioni”, che hanno avuto i Billows quali artefici della colonna sonora in più occasioni e, in particolare, alle sfilate carnevalesche nella nostra magnifica Piazza Unità.

Negli anni ’90 prende consistenza l’interesse per la canzone dialettale e si creano le prime basi di un nuovo repertorio i cui testi sono redatti in vernacolo triestino; tra il 1992 ed il 2001 sei brani scritti da componenti del gruppo partecipano al “Festival della Canzone Triestina” organizzato da Fulvio Marion e centrano quattro primi posti; a seguito di tali risultati, negli anni 1994 e 1995 i Billows sono ospiti del Festival Nazionale di Musica Dialettale “Leone d’oro” di Venezia e, nell’ambito dei vari spettacoli carnevaleschi, presentano le loro canzoni nelle splendide cornici di Piazza S. Marco e del Teatro Goldoni.

Nel 2005, per suggellare la doppia ricorrenza dei 40 anni dalla nascita dei Billows e dei 20 anni di ininterrotta attività del gruppo ricostituitosi, si decide di pubblicare un album contenente le nostre canzoni, intitolato significativamente “Onde dal Nord-Est”; si tratta di una compilation di brani tutti originali, in parte già noti ed eseguiti in pubblico, in parte inediti che rappresentano la produzione più recente.

Il tratto comune delle composizioni è quello di unire musiche orecchiabili a testi che descrivono, spesso con ironia, situazioni in cui tutti possono riconoscersi. Ma la caratteristica essenziale – salvo una sola eccezione – è proprio l’uso del vernacolo, una ben precisa scelta espressiva che vuole essere anche un piccolo contributo affinchè non vada perduta nel tempo la nostra parlata dialettale che, sia pure frammista a frasi “in lingua”, deve però conservare gelosamente i tradizionali termini “patochi”. Il linguaggio, insomma, che parliamo quotidianamente ma che molti tendono a non insegnare più ai loro figli.

I componenti dei Billows ’85:

Luciano Calligaris  (basso, voce)

Luciano Cossutta  (batteria, percussioni, voce)

Roberto Gerolini  (voce solista)

Silvano Napolitano  (chitarre, sequencer, voce)

Adriano Tasso  (pianoforte, tastiere)

 

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Onde dal Nord-Est

BILLOWS, 40 ANNI DI MUSICA